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8 Chiese di Genova da vedere

Se hai in programma un viaggio a Genova per lavoro o per turismo, tra le cose da visitare ci sono senza dubbio alcune chiese di imperdibile valore storico e culturale:

  1. La Cattedrale di San Lorenzo
  2. La Chiesa di S. Matteo
  3. La Chiesa di S. Maria di Castello
  4. La Chiesa della Ss. Annunziata
  5. La Chiesa di San Donato
  6. La Chiesa di San Ambrogio
  7. La Chiesa di S. Giovanni di Prè
  8. La Chiesa di S. Stefano

Una delle più belle chiese di Genova: la Cattedrale di San Lorenzo

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La cattedrale di San Lorenzo

Al centro della città medievale la cattedrale di San Lorenzo è circondata da edifici di grande valore religioso e civile: il battistero, il palazzo arcivescovile, il chiostro di San Lorenzo e il Palazzo Ducale.

La cattedrale, in passato stretta tra vicoli e piazzette, venne isolata nell’Ottocento con la creazione di piazza Matteotti e via San Lorenzo e l’ingrandimento di piazza San Lorenzo.

Sulla fondazione della cattedrale i pareri degli studiosi sono discordi: probabilmente la chiesa di San Lorenzo doveva essere già cattedrale dal Vl secolo come recenti studi hanno dimostrato, mentre secondo la tradizione la prima cattedrale fino al IX secolo fu la chiesa di San Siro.

La chiesa fu riedificata in forme romaniche nel XII secolo, quando Genova divenne una grande potenza economica.

Già nel 1118 papa Gelasio ne consacrò una prima parte.

Nel Duecento venne operata una radicale trasformazione in edificio gotico: maestranze francesi, su modello delle chiese della Francia settentrionale, lavorarono alla facciata e all’atrio interno.

I lavori vennero continuati nel Trecento e nel Quattrocento, insieme ad altri all’interno, che dilatarono lo spazio con una serie di cappelle laterali.

Nel Cinquecento il restauro delle coperture venne affidato a Galeazzo Alessi, in quegli anni impegnato in altri importanti cantieri cittadini.

Venne costruita una grandiosa cupola e sostituita, nelle navate, la copertura a capriate con quella a botte.

I restauri dell’Ottocento e degli anni Trenta di questo secolo riproposero con molta cautela l’aspetto medievale senza ricreare, però, un’unità stilistica mai esistita.

Simbolo della fede e dell’opulenza della città, la cattedrale porta in sé i segni delle trasformazioni avvenute nei secoli.

Dell’edificio più antico rimangono solo alcune tracce attualmente non visibili, mentre più facilmente riconoscibili sono le parti della chiesa romanica, come i fianchi con i portali laterali di San Giovanni e di San Gottardo.

Della chiesa gotica, invece, è la fascia inferiore della facciata principale con una ricca decorazione scultorea: le scene di significato allegorico e morale sono ispirate ai testi sacri, alla letteratura medievale e ai bestiari.

Nella lunetta del portale maggiore sono rappresentati Cristo in maestà tra i simboli degli evangelisti e il Martirio di San Lorenzo.

Agli angoli della facciata si trovano la statua del Santo con meridiana, detta “dell’arrotino” e due leoni stilofori.

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Uno dei leoni di Carlo Rubatto, che campeggiano all’ingresso della cattedrale

Dell’Ottocento sono, invece, i leoni di Carlo Rubatto posti in cima alla scalinata, anch’essa opera moderna.

La parte superiore della facciata principale, che continua la decorazione a fasce bianche e nere, venne edificata nelle epoche successive, come il rosone quattrocentesco.

L’interno della chiesa è il risultato dei restauri che riportarono in luce buona parte delle strutture medievali.

Vennero conservate, però, le quattrocentesche cappelle della navata sinistra e le absidi e il transetto del Cinquecento.

Degna di nota la cappella della famiglia De Marini, dedicata all’Annunciazione, con opere di Giovanni Gagini e quella di San Giovanni Battista costruita da Domenico e Elia Gagini con statue di Matteo Civitali e Andrea Sansovino.

Di notevole valore gli affreschi all’ingresso, di cultura bizantina, e quelli seicenteschi del coro, di Lazzaro Tavarone.

Chiesa di S. Matteo

Una tra le più antiche chiese di Genova è quella di S. Matteo.

La primitiva costruzione della chiesa di S. Matteo fu cominciata nel 1125 dal monaco Martino Doria che non soddisfatto del sito, sospese i lavori, scelse una nuova area sulla quale nel 1140 inizio e condusse a termine la erezione del monumento romanico di San Matteo.

Nel 1278 la chiesa fu totalmente demolita e ne fu costruita una nuova, monumento ispirato al gotico; anche la piazza risale a questa data.

Di questa seconda costruzione oggi rimane quasi intatta la facciata e la cappella del coro; infatti trasformazioni cinquecentesche operate da Giovan Angelo Montorsoli (1543 – 1547) e da Giovan Battista Castello, il Bergamasco (1557 – 1561) e da altri artisti, ne cancellarono quasi interamente l’aspetto gotico.

Dal 1910 al 1930 ebbero corso lavori di sistemazione del chiostro, della facciata e della piazza antistante la chiesa.

Restauri del 1934 intervennero a correggere in parte trasformazioni cinquecentesche poco indovinate.

La scalinata d’accesso al piazzale, unica anziché doppia, è lavoro del 1935.

E’ noto che il chiostro, gioiello d’architettura, è opera di Marco Veneto, un prigioniero dei Doria, e risale al 1308.

La suggestiva piazza San Matteo, di integro carattere medievale, è chiusa dalle severe case dei Doria.

Chiesa di S. Maria di Castello

L’attuale chiesa di S. Maria di Castello è stata costruita probabilmente sulle rovine di quella voluta dal re longobardo Ariperto nel 658 come segno di vittoria sull’eresia ariana: non esiste pero, su questo, documentazione storica e tanto meno sull’altra affermazione che la chiesa longobarda sarebbe stata costruita sul luogo dove furono battezzati i primi convertiti genovesi.

L’edificio di stile romanico (sec. XII) fu progettato e costruito negli anni 1100 – 1125 da “magistri antelami” provenienti dalle valli di Como e di Lugano o meglio da “maestri commacini” visti secondo l’accezione di Geza de Francovich e d’altri insigni studiosi.

In riferimento all’antichità documentata d’una chiesa e canonica a Castello, Poleggi cita un atto del 7 aprile 1049 di donazione di terre al clero addetto; non ritiene tuttavia azzardato lasciar sospesa l’ipotesi di un’origine longobarda.

Si ha notizia di lavori nel 1214.

La chiesa fu retta da una delle primissime collegiate di canonici; fu consacrata il 3 maggio 1237 da Gerardo patriarca di Gerusalemme.

Nel 1442 a Castello entrarono i Domenicani che prima del 1468 con una serie di vistosi interventi operarono un riassetto generale dell’edificio romanico, costruirono il convento e la nuova sacristia.

L’interno basilicale a tre navate risulta oggi dalla combinazione di nuclei differenti: navate e presbiterio romanici, cappelle laterali quattrocentesche, abside quattrocentesca ampliata nel secolo seguente (1589). Interventi settecenteschi deturparono la pura linea del monumento.

E’ noto che durante la guerra la chiesa subì danni per spezzoni caduti all’interno il 7 novembre 1942 e dallo spostamento d’aria causato dal bombardamento sul porto il 4 settembre 1944.

Una sorprendente scoperta, a partire dal 1959, fu quella, evidenziata dalla geniale intuizione del prof. Poleggi, del secondo chiostro del convento risalente al sec. XV, da tempo del tutto ignorato, che opportunamente restaurato fu inaugurato il 25 marzo 1966.

Chiesa della Ss. Annunziata

Costruita tra il 1520 ed il 1530, la chiesa della Ss. Annunziata comincio a cambiare aspetto da quel 1591, per opera soprattutto di Giacomo Lomellini detto il Moro animatore e finanziatore.

Fra il 1616 e il 1646 l’edificio sacro da goticheggiante si trasformo in manieristico con preludenti accentuazioni barocche.

La chiesa contiene diciotto cappelle oltre il presbiterio e il coro ricche di affreschi e di marmi policromi.

Belloni, pittore e storiografo d’arte che della Annunziata è l’appassionato illustratore, nomina 41 artisti che nel corso dei secoli lasciarono loro opere nel tempio rivestito di marmi dagli scultori e architetti Domenico Scorticone e Giacomo o Gio.Giacomo Porta: l’Annunziata è il monumento più rappresentativo della pittura genovese del Seicento.

Chiesa di San Donato

San Donato è una delle più antiche chiese di Genova.

Nel sec. XII (1160 non 1109) è una delle sette chiese “de cardine” oltre la cattedrale, dotate di collegio canonicale, di quelle di più antica parrocchialità, per cui l’origine altomedioevale (sec. VI – sec. X) non è incredibile.

Tuttavia nell’edificio attuale nulla resta in alzato di anteriore al sec. XII.

Tra le ipotesi enunciate dai critici d’arte intorno alle fasi costruttive dell’edificio e loro datazione la più verosimile appare quella che assegna la chiesa attuale al sec. XII; i lavori sarebbero stati eseguiti in due fasi: agli inizi del secolo e nella sua seconda metà; la chiesa fu rifatta molto allungata nella parte anteriore e alzata.

Anche la torre nolare ottagona è romanica come la chiesa e costituisce un gioiello architettonico.

Chiesa e torre costruite in pietra calcarea locale tagliata in blocchi di medie dimensioni pur subendo danni rilevanti da alcuni bombardamenti, in grazia della loro solidità poterono resistere bene.

Così rimasero in piedi a dispetto del bombardamento navale di Luigi XIV esploso sulla città dal 18 al 28 maggio 1684 e di quelli aerei della guerra 1940-45: del 22 ottobre e del 6 novembre 1942 e del 4 settembre 1944.

Interventi parziali di riparazioni furono resi impellenti ogni volta dai gravi danni dei bombardamenti.

I restauri, le modifiche e aggiunte settecentesche si risolvettero però anche in deturpazioni della primitiva costruzione.

I lavori del dopoguerra, 1946 – 1951, restituirono quasi totalmente all’edificio le sue originarie caratteristiche romaniche.

Chiesa di S. Ambrogio

La chiesa di S. Ambrogio, che fu costruita tra il 1589 e 1606 dal gesuita Giuseppe Valeriani (nel sito in cui sorgeva S. Ambrogio, l’antica chiesa che dal 569 al 645 fu sede dei Vescovi milanesi rifugiatisi a Genova dopo l’invasione dei Longobardi di Re Alboino), costituisce uno dei momenti significativi dell’architettura religiosa genovese di fine cinquecento.

La parte superiore fu portata a termine nel 1892 secondo il disegno originario tramandatoci da Rubens e datato, come la maggior parte dei lavori dell’artista a Genova, all’ anno 1622.

Chiesa di S. Giovanni di Prè

La chiesa di San Giovanni di Prè fu costruita tra il finire del sec. XII e il XIII e si indico spesso come S.Giovanni “de Capite Arene”.

Il complesso edilizio che presenta due chiese sovrapposte strutturalmente collegate con l’edificio dell’ospedale e col complesso monastico, è visto oggi dalla critica come complesso unitario.

La costruzione si rivela come appartenente all’ultima fase del romanico lombardo antelamico già evoluto verso il gotico.

La chiesa superiore costituisce nei secoli del Medioevo uno spazio liturgico interno forse adibito all’uso esclusivo dell’istituzione; quella inferiore era per i pellegrini e per gli abitanti della parrocchia.

La chiesa superiore, romanica, di impianto basilicale a tre navate, con quattro ampie campate, il transetto a tre absidi, secondo storici settecenteschi nella seconda metà del Trecento (1376) avrebbe avuto ristrutturazioni o quasi un rifacimento.

La critica oggi ritiene che fino alla fine del Seicento la chiesa non abbia subito interventi di rilievo.

La copertura del campanile costituita da cuspide ottagona fra quattro guglie quadrangolari è attribuita al Duecento o al Trecento.

Dal 1721 vi fu un primo radicale intervento su uno spazio romanico ancora integro: la volta della chiesa contigua all’ingresso e il tetto della chiesa attuato da Gerolamo Basadonne e concluso nel 1731 con l’apertura d’una porta che capovolse l’orientamento delle navate.

Nel 1746 a causa della guerra subì grave danno il campanile, che perdette la cuspide maggiore.

Chiesa di S. Stefano

Prima dell’antichissima chiesa di S. Stefano, comparve sul poggio omonimo una chiesuola intitolata a S. Michele Arcangelo nell’anno 444, o nel 492 o forse in età longobarda.

La fondazione della chiesa nuova con annessa abbazia è attribuita dagli storici al vescovo di Genova Teodolfo nel 972, dopo le distruzioni compiute dai Saraceni nel 934.

La chiesa fu eretta in parrocchia, secondo il Ferretto, non prima del 1054 e non più tardi del 1135, come egli deduce da una bolla di Innocenzo II dell’11 gennaio 1134; secondo altre fonti avvenne prima del sec. XIII.

Una iscrizione ora perduta attribuiva la ricostruzione e la consacrazione della chiesa al Card. Ugolino Conti vescovo di Ostia e poi di Velletri il 31 maggio 1217; da altre fonti la consacrazione è attribuita al vescovo di Ostia S. Ugone benedettino cardinale legato a latere di papa Eugenio III, il 31 maggio 1157; la data 1257, che pur si trova, è evidentemente errata.

La chiesa di S. Stefano costituisce uno degli esempi più significativi dell’architettura romanica a Genova.

A pianta rettangolare, ad una sola navata, ha il presbiterio sopraelevato, sotto di esso la cripta, che un’acuta ipotesi identifica con la chiesuola dedicata a S. Michele; ha cupola ottagonale in mattoni.

Incerta è la cronologia della parte inferiore del campanile; ma alcuni critici d’arte ritengono che sia sorta con funzione di torre di guardia e quindi anteriormente alla chiesa.

Nel mese di agosto del 1453 si ricorda l’ampliamento della cappella nord e la costruzione d’un altare dedicato a S. Michele commissionato dai lanaioli.

La cappella viene annessa alla chiesa nel 1497, epoca in cui sorge anche la cantoria marmorea.

Per la costruzione della Porta dell’Arco il monastero viene demolito (1535) e un nuovo complesso monastico sorge nel 1652.

Nel corso del sec. XVII col contributo della famiglia Da Passano si compiono in chiesa lavori nuovi e restauri.